I diversi fattori presi in considerazione da un’indagine della app Papernest
di Saverio Fossati
Caro condizionatore, quanto mi costi? Non cifre spropositate ma comunque che incidono sul fragile bilancio familiare delle città italiane. A calcolare i consumi è Papernest, una app gratuita che si propne per la gestio e dei contratti energetici domestici (www.papernest.it).
Mentre diverse città italiane superano già i 35°C nelle prime settimane d’estate, si legge nella presentazione dell’indagine, cresce il ricorso al condizionatore e con esso il rischio di un aumento significativo della bolletta elettrica.
Oggi circa il 48,8% delle famiglie italiane dispone di un sistema di climatizzazione estiva (dato Istat), una quota cresciuta negli ultimi anni in parallelo all’aumento delle temperature e alla maggiore frequenza delle ondate di calore. La domanda non è solo quanto costa accenderlo, ma quanto cambia la bolletta quando si chiede più freddo: mantenere la casa a 26°C non ha lo stesso impatto che portarla a 24°C, 22°C o 20°C per tutta la stagione.
Per quantificarlo, Papernest ha modellato sei scenari di abitazione in Italia combinando tre dimensioni abituali – monolocale da 45 m², appartamento da 90 m² e villa da 140 m² – con due classi di efficienza dell’apparecchio: A+++ e G. Il calcolo prende come riferimento una stagione di raffrescamento di 93 giorni, 6 ore di uso al giorno, una temperatura esterna di 33 °C e un setpoint raccomandato di 26°C.
Il report incrocia due variabili che determinano la bolletta: la dimensione dell’abitazione, che definisce il carico termico da dissipare, e l’efficienza dell’apparecchio, misurata tramite il SEER. La differenza tra un A+++ e un G non cambia il calore che entra in casa, ma cambia quanta elettricità serve per espellerlo. Il risultato, spiegano a Papernest, è una scala di costi molto ampia, che le due tabelle seguenti percorrono grado a grado: a sinistra gli apparecchi meno efficienti (classe G), a destra quelli ad alta efficienza (A+++). A 26°C, un monolocale con apparecchio A+++ si mantiene per tutta la stagione con 15,03€, mentre una villa con apparecchio G sale fino a 213,60€. Quando si abbassa il termostato grado a grado, il divario si amplia perché ogni grado aggiuntivo si moltiplica per la superficie, le perdite dell’involucro e l’efficienza dell’apparecchio.
Abbassare di un grado il condizionatore non ha lo stesso prezzo in tutte le case. In un monolocale efficiente, passare da 26°C a 25°C aggiunge solo 0,88€ alla stagione. In una villa con apparecchio G, lo stesso gesto costa 14,59€. La differenza viene soprattutto dal sistema, oltre che dall’ abitudine: più grande è l’abitazione e peggiore è l’efficienza dell’apparecchio, più elettricità serve per sostenere lo stesso salto termico. La relazione è lineare all’interno del modello: ogni grado sotto i 26°C aggiunge lo stesso costo marginale in euro per ciascuno scenario. Per questo, in base all’indagi9ne di Papernest, abbassare di due gradi costa esattamente il doppio rispetto a uno, e abbassare di sei gradi moltiplica per sei l’impatto.
Il report completo è disponibile a questo link: https://www.papernest.it/wp-content/uploads/sites/55/2026/06/report_ariacondizionata.pdf
30 giugno 2026
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