Comunicato stampa | UPPI: “Non toccate la casa degli italiani. È il frutto di una vita, non un numero su cui fare cassa”

 

“C’è qualcosa che mi preoccupa profondamente. Da una parte l’Europa torna a parlare di revisione del Catasto e di una diversa tassazione sugli immobili. Dall’altra, nel nostro Paese, cresce un modello che sembra guardare sempre più ai grandi fondi immobiliari e sempre meno alle famiglie. Presi singolarmente possono sembrare temi diversi, ma insieme disegnano uno scenario sul quale la politica ha il dovere di interrogarsi”. Lo afferma l’Avv. Fabio Pucci, Presidente Nazionale dell’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari.

Per gli italiani la casa non è un investimento qualsiasi. È il luogo dove crescono i figli, dove si custodiscono i ricordi, dove si costruisce il futuro. Dietro ogni porta c’è una storia fatta di sacrifici, straordinari, mutui, rinunce. Chi parla di immobili dovrebbe ricordarsi che prima delle rendite catastali esistono le persone. Nessuno oggi può dire che verrà reintrodotta l’IMU sulla prima casa o che la revisione del Catasto comporterà automaticamente nuove tasse. Ma è proprio questo clima di continua incertezza a creare paura nelle famiglie. E la politica ha il dovere di dare certezze, non alimentare dubbi. Secondo Pucci, anche il dibattito sul Piano Casa merita una riflessione: “Rigenerare le città è un obiettivo condivisibile. Ma non possiamo permettere che, nel nome della rigenerazione, il patrimonio immobiliare delle famiglie italiane perda valore rispetto agli interessi dei grandi investitori. La piccola proprietà è una ricchezza del Paese e va difesa, non considerata un ostacolo allo sviluppo”.

Occorre chiedersi perché si continui a discutere di nuove regole sul patrimonio immobiliare e si parli così poco di chi quel patrimonio lo sta rischiando di perdere. Penso alle giovani coppie che hanno acceso un mutuo per comprare la loro prima casa. Penso ai pensionati che aiutano i figli a pagare le rate, penso alle famiglie che, dopo l’aumento dei tassi di interesse, si sono ritrovate con rate cresciute di centinaia di euro al mese. Per molti è stato un autentico terremoto finanziario. E poi, chi può permettersi oggi una riqualificazione edilizia ed energetica? I costi sono talmente lievitati, anche a causa delle crisi di origine bellica, che nell’arco di una generazione i proprietari si troveranno a possedere un immobile fatiscente, ed ecco che gli stessi gruppi finanziari che premono sull’Europa per adeguamenti sempre più costosi e obbligatori saranno pronti ad acquistare milioni di proprietà per abbattere gli immobili e crearne di nuovi a costi – per loro – ridotti. Gli ex proprietari diventeranno inquilini che assicureranno la buona redditività per case sorte su aree che un tempo erano loro.

È su questo che dovrebbe concentrarsi la politica. Dovrebbe sedersi intorno a un tavolo con banche, istituzioni e associazioni per trovare strumenti che consentano alle famiglie di superare i momenti di difficoltà senza perdere la casa. Una casa non può essere trattata come un qualsiasi bene da liquidare quando una famiglia attraversa un periodo difficile.

Occorre evitare, spiega Pucci, che le difficoltà economiche diventino occasioni di concentrazione del patrimonio immobiliare nelle mani di chi dispone di grandi capitali. Il precedente della Grecia, pur nato in un contesto diverso da quello italiano, ci ricorda quanto sia importante intervenire prima che le crisi producano effetti irreversibili.

Roma, 13 luglio 2026

 

Il Presidente Nazionale

Avv. Fabio PUCCI

 

Il Segretario Generale

Dr. Jean-Claude MOCHET

 

Comunicato stampa in formato PDF

Comunicato Stampa Uppi – Non toccate la casa degli italiani – lug 2026

 

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