Lo Stato spenderà miliardi di euro quando basterebbe accettare l’aiuto dell’UPPI
Le case ci sono, e basterebbe affittarle. Servono solo due garanzie: tutele più efficaci contro gli inquilini morosi e l’eliminazione della selva di disposizioni burocratiche che oggi impediscono di locare gli immobili non perfettamente conformi ai requisiti normativi. “Senza spendere miliardi né inseguire investitori per progetti di social housing rivelatisi puntualmente deludenti, basterebbe accogliere le proposte che i piccoli proprietari hanno già avanzato un anno fa” — spiega il Presidente Nazionale UPPI, Fabio Pucci, delineando un quadro concreto della crisi abitativa e delle possibili soluzioni.
Il piano casa varato il 30 aprile scorso punta su obiettivi inevitabilmente a lungo termine: il risanamento di 60mila alloggi sociali (oggi degradati o occupati abusivamente) e il partenariato pubblico privato con la creazione di case in social housing o da edificare e acquistare con la formula del rent to buy (le vecchie case a riscatto). Ma questo significa anche costruire nuovi edifici, con ulteriore consumo di suolo e, soprattutto, spendere miliardi di fondi pubblici.
“Chi sceglie soluzioni del genere ignora la realtà italiana – prosegue Pucci –. Il Governo dovrebbe invece puntare sul coinvolgimento della piccola proprietà, che solo l’UPPI tutela e rappresenta da cinquant’anni. Il provvedimento parte da un presupposto sbagliato: pensare che il problema abitativo si risolva costruendo nuovi alloggi, senza intervenire su quelli già esistenti. Oggi centinaia di migliaia di immobili restano esclusi dal mercato perché i piccoli proprietari, vero motore del sistema abitativo, non si fidano di un sistema che non offre garanzie. La verità scomoda è che, senza certezza del rilascio dell’immobile, senza tutele economiche per i proprietari e senza incentivi reali alla locazione, le case continueranno a restare vuote — proprio come certe promesse.”
È necessario, come già proposto dall’UPPI, rendere più semplice il recupero degli immobili sfitti attraverso una sanatoria edilizia mirata alle irregolarità minori, collegata al riaffitto degli alloggi rimessi sul mercato a canoni che i piccoli proprietari sono disposti a negoziare, purché alla fine della locazione l’abitazione torni disponibile. Allo stesso tempo, serve un intervento pubblico per affrontare l’aumento delle morosità. Si tratta di misure dai costi — e dai tempi — molto contenuti.
Roma, 2 maggio 2026
Il Presidente Nazionale
avv. Facio Pucci
Il Segretario Generale
Jean-Claude MOCHET
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Comunicato Stampa Uppi – piano casa – mag 2026
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