Lettera aperta all’onorevole Ilaria Salis

 Gentile Onorevole Ilaria Salis,

nel Suo intervento al Parlamento europeo, accompagnato dal gesto del mazzo di chiavi, ha richiamato il diritto alla casa e denunciato la «rendita parassitaria». L’emergenza abitativa merita attenzione e risposte concrete. Proprio per questo, il linguaggio con cui la affrontiamo deve distinguere la speculazione dalla piccola proprietà immobiliare.

Il Suo messaggio è forte e merita una risposta altrettanto ferma.

Sono Fabio Pucci, e le scrivo in qualità di Presidente Nazionale dell’U.P.P.I. – Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, per dare voce a quella parte di società che spesso viene dimenticata quando si parla di emergenza abitativa: i piccoli proprietari.

Dietro quelle chiavi non ci sono soltanto quelli che lei definisce in modo quasi spregevole “proprietari”. Ci sono persone. C’è chi ha acquistato un appartamento dopo trent’anni di lavoro, una vedova che vive grazie all’affitto di un piccolo immobile lasciatole dal marito, una famiglia che ha ereditato una casa dai genitori e continua a pagarci le tasse, obbligata a ricorrere ad una costosa manutenzione ed altre spese. C’è chi ha acceso un mutuo e ha fatto sacrifici per tutta la vita.

Il reddito di una locazione regolare non può essere considerato, in quanto tale, una rendita parassitaria. Per molti piccoli proprietari rappresenta il frutto di anni di lavoro e un sostegno al bilancio familiare, a fronte di costi, responsabilità e rischi.

Ma egregio onorevole, ci sono anche persone che oggi non hanno più quelle chiavi e sono i piccoli proprietari che hanno perso la loro casa, spesso finita all’asta dopo una crisi economica, un debito diventato insostenibile o vicende nelle quali il confine tra credito legittimo e abuso del bisogno è stato drammaticamente sottile.

Lei non ha conosciuto e non conosce, probabilmente, il mondo della piccola proprietà immobiliare e per questo mi permetto di rivolgerle un invito personale: venga a un prossimo incontro organizzato dall’U.P.P.I., venga ad incontrare centinaia di piccoli proprietari ed ex piccoli proprietari. Venga a guardarli negli occhi, ascolti chi ha ancora le proprie chiavi e chi quelle chiavi le ha dovute consegnare. Ascolti chi affitta una casa e chi una casa l’ha perduta. Ascolti chi ha investito i risparmi di una vita e oggi si sente indicare come un parassita. Perché forse, guardandoli in faccia, scoprirebbe una cosa semplice: i piccoli proprietari non sono speculatori immobiliari, la piccola proprietà italiana non è un fondo finanziario, non è un fondo di investimento, non è una multinazionale. Scoprirà che è un mondo di una vita di lavoro, di risparmio e sacrifici e quindi se si vuole davvero parlare di diritto alla casa, parliamone tutti insieme.

Difendere chi non riesce a trovare un’abitazione dignitosa è un dovere sociale. Questo impegno deve accompagnarsi al rispetto di chi ha lavorato per acquistare una casa. La tutela delle persone in difficoltà richiede politiche pubbliche adeguate e non può essere scaricata sul singolo proprietario. Combattiamo la speculazione e gli abusi, sosteniamo le famiglie in difficoltà, rafforziamo l’edilizia sociale e rendiamo più sicuro e sostenibile affittare regolarmente. È su queste proposte che Le chiediamo di confrontarsi, evitando che il piccolo proprietario diventi il capro espiatorio della crisi abitativa.

 

 

Chi mette a disposizione un alloggio con un contratto regolare contribuisce a dare una risposta a chi cerca casa. Riconoscerne il ruolo è un punto di partenza per costruire politiche abitative capaci di tutelare entrambe le parti.

Le nostre chiavi, Onorevole Salis, sono disponibili ma non per essere tintinnate in un’aula addirittura europea, ma per aprire le porte delle case e far entrare tutti quelli che civilmente ne fanno richiesta.

Onorevole Salis, il nostro invito resta aperto. Venga a conoscere le persone che quelle chiavi le hanno guadagnate e quelle che, con sofferenza, le hanno dovute consegnare. Il confronto può essere franco, anche critico, purché fondato sul rispetto.

La casa è un diritto. Anche chi l’ha acquistata con il proprio lavoro ha diritti che meritano tutela.

Con i migliori saluti.

 

Roma, 8 ottobre 2026

 

Il Presidente Nazionale UPPI

Avv. Fabio PUCCI

UPPI – Lettera aperta on Salis

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