di Saverio Fossati
Un’iniziativa dell’UPPI per raccontare, attraverso documenti e norme degli Stati preunitari, come sono cambiati i rapporti tra proprietari e inquilini.
Pagare il canone, mantenere la casa in condizioni adatte all’uso, stabilire obblighi e responsabilità: sono questioni che accompagnano da secoli il rapporto tra proprietari e inquilini. Attraverso i contratti di locazione è possibile leggere la storia dell’abitare e conoscere la vita quotidiana delle persone, le loro esigenze e le loro aspettative.
È questo il percorso proposto dal volume “I contratti di affitto nella storia, dagli Stati preunitari all’Unità d’Italia”, promosso dall’UPPI – Unione Piccoli Proprietari Immobiliari e realizzato dal suo segretario generale, Jean-Claude Mochet. Il libro è stato presentato il 13 ottobre in Senato, davanti a una sala gremita.
Attraverso riproduzioni di contratti e disposizioni dei codici, dal XVII secolo all’Unità d’Italia, l’opera raccoglie testimonianze di interesse storico, giuridico e sociale. Una lettura capace di incuriosire anche chi non si occupa professionalmente di locazioni: dietro le clausole emergono famiglie, attività economiche, consuetudini e modi diversi di intendere la proprietà.
La senatrice Clotilde Minasi, della Lega, ha sottolineato come il contratto di locazione sia anche una testimonianza dell’epoca in cui viene stipulato. Leggerlo permette di comprendere l’evoluzione dei rapporti tra proprietari e inquilini e la costante esigenza di dare certezza agli accordi. Dietro ogni contratto, ha ricordato, ci sono famiglie, investimenti e aspettative.
Il senatore Roberto Rosso, di Forza Italia, ha richiamato il valore della conoscenza storica per chi assume responsabilità politiche. Il volume mostra quanto il rapporto di locazione sia stato importante nel tempo, tanto da richiedere una disciplina dettagliata degli obblighi delle parti.
Rosso ha poi criticato le dichiarazioni di Ilaria Salis sui proprietari immobiliari, osservando che la lettura del libro potrebbe aiutare a comprendere il ruolo di chi mette a disposizione un’abitazione e paga le imposte sui canoni percepiti. Ha inoltre espresso preoccupazione per gli indirizzi europei in materia di affitti brevi, richiamando il particolare legame degli italiani con la casa e con la proprietà.
Maurizio Pezzetta, vicepresidente vicario della FIMAA – Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, ha ripercorso le origini della mediazione come risposta a un’esigenza economica e sociale. Nata negli scambi commerciali e sviluppatasi anche nel settore immobiliare, l’attività del mediatore ha contribuito a facilitare gli accordi tra le parti. Nel suo intervento ha richiamato la locatio conductio romana e le figure dei prosseneti, dei sensali e dei mediatori.
Il senatore Guido Castelli, di Fratelli d’Italia, ha posto l’accento sulla dimensione sociale della casa e sulle difficoltà della proprietà diffusa nei centri minori. Spopolamento e abbandono, ha osservato, possono rendere gravosa la gestione degli immobili nei territori in cui manca un mercato. Il calo demografico impone quindi di considerare la questione abitativa anche sotto il profilo dell’interesse pubblico.
Anche Francesco Burrelli, presidente nazionale dell’ANACI, ha portato il proprio saluto e manifestato apprezzamento per l’opera.
Nel suo intervento, Mochet ha spiegato che il libro nasce dal desiderio di comprendere come siano cambiati, nel tempo, i rapporti tra proprietà e inquilinato. I documenti pubblicati rappresentano una parte della raccolta destinata alla mostra itinerante organizzata con il supporto delle sedi provinciali dell’UPPI, con l’obiettivo di far conoscere queste testimonianze a un pubblico ancora più ampio.
I contratti consentono di avvicinarsi alla vita concreta delle persone. Tra gli esempi illustrati figurano le aste per la locazione delle osterie e gli affitti agricoli, nei quali beni, prestazioni e obblighi sono descritti con grande precisione. Pur nella varietà degli ordinamenti, emerge una necessità comune: chiarire gli impegni reciproci e prevenire le controversie.
L’autore ha quindi richiamato il ruolo del Codice napoleonico nell’evoluzione della disciplina delle locazioni e l’attenzione del Codice di Parma e Piacenza per gli affitti agricoli, anche attraverso la regolazione del rischio di perdita del raccolto. Altri documenti mostrano quanto fossero diversi gli adempimenti e le forme di tutela previste nei singoli Stati preunitari.
In conclusione, Mochet ha ricordato che anche attraverso un semplice contratto possiamo leggere un piccolo pezzo della storia del nostro Paese.
La presentazione si è conclusa con i saluti del Presidente Nazionale dell’UPPI, Fabio Pucci, che, a margine dell’evento, ha ricordato un episodio legato all’ospitalità degli stranieri nella Roma dell’Ottocento: quello di Anna Angeletti, che affittava camere nella casa di piazza di Spagna oggi sede della Keats-Shelley House. Una vicenda che offre uno spunto per riflettere sulla storia dell’accoglienza nelle abitazioni private.
Il volume è acquistabile al prezzo di 10 euro, oltre alle spese di spedizione, scrivendo a info@uppi.it.
Saverio Fossati
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